BAMBINA CADE SBATTENDO CONTRO UNA CONDUTTURA IDRICA COMUNALE: E’ COLPA DEI GENITORI.
La vicenda si verificava in un comune campano, dove una bambina di 8 anni, seduta su una ringhiera cadeva rovinosamente su una conduttura idrica comunale e si feriva in modo serio. Scenario del fattaccio era un piccolo paese in Campania. I genitori della bambina ritenevano responsabile il Comune per il danno riportato dalla figlia, agivano in giudizio e la loro tesi veniva accolta dal Tribunale che condannava l’ente locale a risarcire adeguatamente madre e padre della piccola. Di parere opposto i giudici di secondo grado, i quali li ritenevano, invece, colpevoli, addebitando loro la responsabilità per omessa vigilanza della figlia, dunque, nessun addebito a carico del Comune e niente risarcimento per madre e padre della bimba. La vicenda veniva portata fino in Cassazione dove la Corte respingeva, però, le obiezioni proposte dai genitori della bambina (divenuta, intanto, maggiorenne) e confermandone, invece, la responsabilità per l’incidente verificatosi nel maggio del 2003. Secondo la Corte era corretto parlare di caso fortuito, o, meglio, di fatto colpevole del terzo, dotato di efficacia causale assorbente ed equiparabile al caso fortuito, sia pur soltanto sul piano funzionale, a fronte della disattenzione dei genitori nella sorveglianza della loro figlioletta. Anche tenendo presente la prevedibilità che la bambina, all’età di 8 anni, potesse farsi male, se non vigilata, essendosi ella seduta su una ringhiera sotto cui vi era un elemento pericoloso, cioè un tubo della condotta idrica, tubo che difatti l’ha ferita. La Corte dunque rigettava il ricorso.
Cass. civ., sez. III, ord., n. 26088 del 7.9.2023
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