Un uomo veniva multato per aver parcheggiato la propria vettura sulle strisce blu senza però provvedere al pagamento della relativa tariffa imposta dal comune.
Nonostante il ricorso dell’uomo, secondo il Giudice di Pace in primo grado ed il Tribunale in secondo grado, non sussistevano dubbi: la multa risultava legittima.
L’automobilista, dunque, ricorreva per Cassazione sostenendo di non aver potuto pagare la tariffa per la sosta, precisando, a questo proposito, che egli non avesse con se monete mentre i parchimetri non fossero predisposti per accettare bancomat o carta di credito.
Per i giudici, però, la tesi non convinceva. In sostanza non era in discussione l’effettiva violazione compiuta dall’automobilista e non era ipotizzabile la buonafede nella condotta da lui tenuta.
Irrilevante risultava essere la circostanza che i parchimetri non accettassero banconote o carte di credito, così come non giustificabile per l’automobilista il non avere con sé monete.
Per questi motivi la Suprema Corte rigettava il ricorso.
(Cass. Civ., sez. VI – 2, ord., 7 gennaio 2022, n. 277)
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