
ACCAREZZA ED ABBRACCIA L’ALLIEVA IN UNO STUDIO PICCOLO E BUIO: E’ VIOLENZA SESSUALE
Un uomo veniva accusato di avere molestato una ragazzina durante le lezioni private di Matematica impartitele. A seguito delle dichiarazioni della minore, veniva condannato per violenza sessuale in primo ed in secondo grado, a due anni di reclusione, beneficiando, comunque, della sospensione condizionale della pena. Ricorso in Cassazione, la Corte riteneva fondamentali gli elementi della vicenda emersi nel corso del processo. In una prima occasione l’uomo aveva prima accarezzato le braccia della ragazza e, quindi, l’aveva abbracciata, all’interno di uno studiolo piccolo e buio, in quanto la tapparella della finestra era abbassata e vi era solo una piccola luce accesa sulla scrivania, durante la lezione privata. Tali atti posti in essere dall’uomo, pur non indirizzati a zone chiaramente definibili come erogene, si sono estrinsecati in maniera repentina ed in un contesto spaziale appartato e buio, al di fuori di un particolare rapporto confidenziale o affettivo con la persona offesa e hanno quindi assunto evidente valenza sessuale, immediatamente percepita dalla vittima, costretta a subire tali atti non graditi. In una seconda occasione, sempre nello stesso contesto l’uomo aveva toccato la parte interna delle cosce, il seno ed il sedere della ragazza, compiendo anche atti di masturbazione e strusciandosi con il suo corpo contro quello della ragazza, e commentando “sei bellissima, se avessi la tua età chissà cosa ti farei…”.Per i Giudici non vi erano dubbi sul fatto che nel secondo episodio l’uomo, con azione insidiosa e rapida, toccava parti chiaramente erogene della ragazza, così costretta a subire atti sessuali contro la propria volontà.La Corte rigettava dunque il ricorso dell’uomo confermando la condanna.(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 13816 del 14.4.2021)
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